PRIVACY e COVID-19 NEI LUOGHI DI LAVORO

Il nuovo Protocollo per la regolamentazione delle misure relative al COVID-19 nei luoghi di lavoro sottoscritto da Governo e Parti Sociali il 24 aprile 2020 cerca di favorire la prosecuzione e la ripresa delle attività produttive garantendo ai lavoratori adeguati livelli di protezione.

Nel documento vengono fornite indicazioni finalizzate a incrementare l’efficacia delle misure precauzionali di contenimento adottate per contrastare l’epidemia di COVID-19.

Alcuni articoli riguardano anche il trattamento dei dati personali, come ad esempio quelli relativi all’accesso in azienda di lavoratori, fornitori e visitatori.

Al momento dell’ingresso negli ambienti di lavoro quindi visitatori, collaboratori, dipendenti possono essere sottoposti al controllo della temperatura corporea e se tale temperatura dovesse risultare superiore ai 37,5°, non sarà consentito l’accesso ai luoghi di lavoro.

Il protocollo prevede comunque che, per assicurare la riservatezza del lavoratore, sia possibile registrare la temperatura senza la tracciatura del dato acquisito.

La registrazione può avvenire invece quando il dato rilevato occorre per giustificare l’allontanamento del lavoratore dai luoghi di lavoro.

È inoltre obbligatorio fornire o affiggere in luoghi accessibili dell’azienda depliant informativi e soprattutto l’informativa sul trattamento dei dati personali che deve essere elaborata in maniera specifica per questo tipo di esigenza e può quindi contenere solamente le informazioni circa il trattamento relativo alla misurazione della temperatura per la gestione dell’emergenza COVID-19.

Sintetizziamo di seguito gli aspetti più rilevanti che devono essere contenuti nell’informativa:

  • finalità del trattamento: la prevenzione dal contagio da COVID-19.
  • base giuridica: l’implementazione dei Protocolli di sicurezza anti-contagio nelle normative nazionali per il contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19
  • durata della conservazione dei dati: si può far riferimento al termine dello stato d’emergenza.

Il Protocollo ricorda infine che i dati possono essere trattati esclusivamente per finalità di prevenzione dal contagio da COVID-19 e non devono essere diffusi o comunicati a terzi salvo casi particolari come ad esempio una richiesta da parte dell’Autorità sanitaria per la ricostruzione dei contatti di un lavoratore risultato positivo al COVID-19.

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SICUREZZA INFORMATICA IN TEMPI DI COVID-19

In tempi di COVID-19 l’attenzione si è giustamente spostata sulla salute sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro, con protocolli specifici e misure particolari di tutela e controllo.

Ma è utile ricordare che oltre alla sicurezza sanitaria è necessario monitorare anche la sicurezza informatica i cui rischi si sono moltiplicati in questo periodo di emergenza.

E proprio per proteggere da questo rischio è stata creata una rete di centri informatici che ha lo scopo di supportare e fornire spunti alle aziende dei vari paesi dell’Unione Europea su questi temi.

Durante uno dei primi incontri si sono esaminate le modalità di attacco degli hacker per capire quali possono essere i metodi di difesa più efficaci.

Al termine dell’incontro è stato elaborato un documento che raccomanda i responsabili informatici di sensibilizzazione tutti gli operatori che per lavorano utilizzano la rete, attraverso informative semplici e chiare sulle possibili attività più a rischio di intrusione e su quali metodi di difesa mettere in atto.

In considerazione del crescente numero di lavoratori che operano da casa, di studenti che utilizzano piattaforme per le lezioni on line e di un generale aumento delle attività svolte in rete è bene sapere che le possibilità di accesso degli hacker è aumentata ed è perciò utile conoscere le eventuali tecniche di attacco per cercare di operare sempre in sicurezza.

Gli accessi per eventuali intrusioni possono essere:

  • invio di messaggi di posta elettronica
  • invio di messaggi WhatsApp
  • attacco di apparati medicali
  • attacchi indirizzati ad applicativi mobili per COVID 19

 

Condividiamo anche un interessante articolo di approfondimento pubblicato da PUNTO SICURO.

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SMARTWORKING E AFFATICAMENTO VISIVO

In questo periodo molti di noi lavorano da casa cercando di ricreare nell’ambiente domestico le condizioni ideali per svolgere la propria attività, senza però riuscirci sempre!

Vogliamo quindi oggi analizzare l’affaticamento visivo legato alla non corretta illuminazione delle postazioni utilizzate durante le nostre attività in smartworking e darvi alcuni suggerimenti.

Gli occhi sono una parte del corpo fortemente sollecitata dal lavoro al videoterminale (VDT) che richiede in genere di mantenere a lungo lo sguardo sullo schermo. Il lavoro al VDT affatica gli occhi, causando una perdita nell’acutezza visiva, difficoltà nel mettere a fuoco o nel concentrare lo sguardo.

L’ASTENOPIA

L’affaticamento visivo (astenopia) può presentarsi con vari sintomi: lacrimazione, bruciore, secchezza oculare, pesantezza, fastidio alla luce

L’affaticamento visivo inoltre può avere riflessi a carico di altri distretti dell’organismo, portando a sviluppare mal di testa di origine tensiva o dolori cervicali dovuti alle posture scorrette assunte per compensare problemi visivi.

Ricordiamoci perciò di fare delle pause di almeno 15 minuti ogni 2 ore. Le pause devono essere utilizzate per far riposare gli occhi:

quindi evitate di leggere e soprattutto evitate di scrivere al cellulare, anche se le pause sembrano i momenti ideali per farlo!

Ricordiamoci che in condizioni di riposo gli occhi “guardano all’infinito”, come se lo sguardo fosse su un oggetto lontano.

L’ABBAGLIAMENTO

La corretta illuminazione del posto di lavoro rende più facile il riconoscimento dei caratteri, riduce gli abbagliamenti, e non richiede un impegno eccessivo ai fotorecettori della retina.

Il rischio di abbagliamento si verifica se fonti di luce eterogenee colpiscono gli occhi di chi lavora di fronte al videoterminale sia provenendo da una fonte luminosa che dalla sua riflessione. Anche una forte differenza nell’intensità di illuminazione nell’ambiente causa abbagliamento (parete chiara dietro le spalle del monitor: è il caso degli schermi utilizzati in ambienti al buio, o lavoro svolto in terrazzo o in giardino in pieno sole, che – seppur piacevole in un primo momento – aumenterà il nostro affaticamento visivo.

In condizioni ottimali le fonti luminose sono disposte perpendicolarmente al VDT, e ad un’altezza tale da non rientrare nel campo visivo. Le lampade devono essere schermate per evitare la presenza di luce diretta.

L’illuminazione dell’ambiente deve essere omogenea ma non tale da causare effetti di monotonia.

Si deve preferire in ogni caso la luce naturale, ma questa deve essere schermata, in quanto ha in genere un’intensità molto maggiore della luce artificiale. Come per la luce artificiale, la fonte di luce naturale non deve trovarsi nel campo visivo. 

Detto in parole più semplici: a casa potete migliorare la distribuzione della luce semplicemente con l’ausilio di una lampada da tavolo e mantenendo lo schermo a 50-70 cm dal viso e non più vicino.

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POSTURE DA SMARTWORKING

POSTURE DA SMARTWORKING

In questo periodo, alla luce dell’esplosione più o meno volontaria dello smartworking, molti di noi lavorano da casa, spesso in stanze o postazioni non sempre ideali. Vogliamo quindi analizzare le posture errate più frequenti e darvi alcuni suggerimenti.

Il progetto è stato sviluppato in collaborazione con Daniele Degano, fisioterapista con sedi a Tricesimo e Udine.

In questa nuova situazione di lavoro da casa, la tendenza più frequente è quella di utilizzare tutti gli spazi dell’ambiente domestico come fossero ambienti di lavoro, per ottimizzare i nostri tempi e riuscire a gestire più attività contemporaneamente.

Ecco alcuni esempi, in cui tutti più o meno ci possiamo riconoscere:

LAVORARE MENTRE SI FA COLAZIONE

Iniziare a lavorare davanti alla nostra tazza di caffè o di latte e cereali ci potrebbe far ottimizzare i tempi. Meglio però aspettare di essere effettivamente svegli ed evitare le macchie sui documenti o danni irreparabili al PC. Gustatevi la colazione prima di cominciare con il lavoro!

LAVORARE LAVANDO I PIATTI                   

Rispondere alle chiamate lavando i piatti aumenta le nostre capacità di multitasking. Non è molto professionale però il rumore del rubinetto e poetica la risacca nel lavandino in teleconferenza…

LAVORARE SEDUTI SUL TAPPETO      

Scrivere una relazione seduti sul tappeto ci può far sentire più ispirati. Vedete da soli però cosa vuol dire per la schiena e soprattutto per il collo e le spalle. La colonna vertebrale disegna una bella curva unica assolutamente innaturale fino al tratto cervicale che è iperesteso e sostiene tutto il peso della testa piegata in avanti, in perfetta armonia con l’arrotondamento delle spalle che tendono alla gobba.

LAVORARE COMODAMENTE SUL DIVANO

Analizzare un report accomodati sul divano di casa ci può far sembrare percentuali e numeri meno freddi. Sicuramente sono meno freddi anche i piedi se vi ci sedete sopra, ma non sarà facile camminare dopo aver tenuto le anche per tre o quattro ore in questa posizione…. La schiena questa volta è un arco continuo, ma comunque innaturale.

LAVORARE SDRAIATI A LETTO

Studiare un contratto sotto le coperte può sembrare più facile… per i primi 10 o 20 minuti, a seconda del vostro grado di allenamento, poi si cominciano a sentire le spalle che si accartocciano e il collo che si accorcia. Sapete da soli che non sono delle belle sensazioni, ammettetelo….

LAVORARE SEDUTI SULL’ERBA IN GIARDINO

Rispondere alle e-mail all’aria aperta del nostro giardino ci può predisporre a una maggiore cordialità. Fortuna che le restrizioni dovute al periodo non vi portano a dover dimostrare questa cordialità dal vivo, stringendo la mano al vostro interlocutore con i polsi dolenti e la smorfia della lombalgia dipinta sul volto…

ATTENZIONE!

Dobbiamo però sempre ricordare che il mantenimento prolungato di posizioni scorrette porta a fastidiosi dolori che in alcuni casi si risolvono immediatamente con lo scioglimento della posizione e qualche breve movimento e stretching, ma in altri possono portare a disturbi prolungati soprattutto con la ripetizione quotidiana dell’errore. Come si dice? Errare è umano, perseverare è patologico.

COME EVITARE LE PROBLEMATICHE DA POSTURE SCORRETTE

Proponiamo di seguito alcuni consigli su come allestire correttamente la nostra postazione di lavoro casalinga e prevenire così l’insorgere di disturbi muscolo scheletrici.

  • ORGANIZZARE– se possibile – una POSTAZIONE DEDICATA esclusivamente allo svolgimento della nostra attività lavorativa o comunque trovare un’area in cui ci sia sufficiente spazio per permetterci una postura corretta e sia garantita una corretta illuminazione per evitare rischi per la vista.

  • MANTENERE– da seduti – la SCHIENA DRITTA e le BRACCIA RILASSATE, senza sollevare le spalle. Gli avambracci devono poter restare orizzontali, paralleli al piano di lavoro, appoggiandosi sul tavolo o sui braccioli della sedia. La tastiera del PC dovrebbe essere abbastanza ampia da permettere alle mani di restare parallele per non piegare i polsi lateralmente; per l’utilizzo del mouse deve essere prevista la possibilità di appoggio dell’avambraccio per evitare l’appoggio forzato sul polso.

  • UTILIZZARE una SEDIA che ci garantisca un adeguato SOSTEGNO della SCHIENA e un corretto posizionamento delle ginocchia che devono formare un angolo di 90 gradi fra cosce e polpacci. Il piede deve inoltre essere appoggiato a terra mantenendo un angolo di 90 gradi alla caviglia.

  • CAMBIARE periodicamente POSIZIONE mentre si lavora distendendo le gambe e muovendo caviglie.
  • FARE periodicamente BREVI PAUSE di qualche minuto per sgranchirsi prima di rimettersi in posizione seduta e statica.

  • COLLEGARE il PC PORTATILE a una tastiera e a un mouse e APPOGGIARLO SU UN SOSTEGNO per rialzarlo e portare lo schermo quasi all’ALTEZZA degli OCCHI

Quindi, anche se in casa risulta più complicato riuscire a creare una postazione ben strutturata come quella che abbiamo (o dovremmo avere) in ufficio, ricordiamo che se organizziamo al meglio la nostra scrivania e gli spazi intorno ad essa, possiamo comunque ottenere un ambiente confortevole.

Senza dimenticare che la parte davvero difficile – anche dopo una adeguata progettazione della postazione – è mantenere una postura corretta durante la giornata per non rendere inefficaci tutti questi accorgimenti.

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PROTOCOLLO SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO

In questo periodo di incertezza e dubbi ci sembra utile approfondire e diffondere il Protocollo per la regolamentazione delle misure relative al COVID-19 nei luoghi di lavoro sottoscritto da Governo e Parti Sociali il 14 marzo 2020

Il Protocollo Sicurezza nei luoghi di lavoro vuole coniugare la prosecuzione delle attività produttive che non possono essere temporaneamente sospese o rese totalmente “smart” tramite il lavoro da casa, con la garanzia di condizioni di salubrità e sicurezza degli ambienti di lavoro e delle procedure operative, assicurando quindi ai lavoratori adeguati livelli di protezione.

Nel documento vengono fornite indicazioni finalizzate a incrementare l’efficacia delle misure precauzionali di contenimento adottate per contrastare l’epidemia di COVID-19 che purtroppo oggi rappresenta un rischio biologico generico e presente in ogni settore e per il quale occorre quindi adottare misure uguali per tutta la popolazione.

Di seguito una sintesi di quanto previsto rispetto a temi di:

  • INFORMAZIONE
  • MODALITÀ DI INGRESSO IN AZIENDA PER LAVORATORI E FORNITORI
  • ATTIVITÀ DI SANIFICAZIONE, PULIZIA E PRECAUZIONI IGIENICHE DEL PERSONALE
  • DPI
  • GESTIONE DEGLI SPAZI COMUNI, DELL’ORGANIZZAZIONE AZIENDALE, DEGLI SPOSTAMENTI INTERNI, RIUNIONI, FORMAZIONE
  • GESTIONE DI UNA PERSONA SINTOMATICA IN AZIENDA E ATTIVITÀ DEL MEDICO COMPETENTE

Per quanto riguarda l’INFORMAZIONE si stabilisce che l’azienda informi chiunque entri (quindi lavoratori e ospiti) affiggendo all’ingresso e nei luoghi maggiormente visibili dei locali aziendali appositi depliants informativi.

L’INGRESSO IN AZIENDA DEL PERSONALE E DEI FORNITORI ESTERNI prevede che prima dell’ingresso al luogo di lavoro i lavoratori potranno essere sottoposti al controllo della temperatura. Se da tale controllo dovesse risultare una temperatura superiore ai 37,5° si provvederà all’allontanamento del lavoratore stesso. Si favoriranno orari di ingresso/uscita scaglionati per evitare il più possibile contatti nelle zone comuni (ingressi, spogliatoi, mensa). Per i fornitori invece si dovranno individuare procedure che riducano al massimo il contatto con il personale dipendente.

Si dovrà garantire una PULIZIA giornaliera e una SANIFICAZIONE PERIODICA degli ambienti e delle postazioni di lavoro, e si raccomanda una attenzione particolare all’igiene delle mani.

Per quanto riguarda i DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE, in considerazione dell’attuale situazione di emergenza e della difficoltà di approvvigionamento e alla sola finalità di evitare la diffusione del virus, potranno essere utilizzate mascherine la cui tipologia corrisponda alle indicazioni dall’autorità sanitaria.

Negli SPAZI COMUNI INTERNI (mensa, spogliatoi, ecc.) dovrà essere garantita la distanza di sicurezza di 1 metro tra le persone e la pulizia e sanificazione con appositi detergenti. Nello svolgimento delle attività sarà necessario garantire una turnazione che riduca al massimo i contatti fra i dipendenti incaricati delle attività che non possono essere sospese o svolte in “smart working”.

Gli SPOSTAMENTI INTERNI dovranno essere limitati al minimo indispensabile, evitando le riunioni in presenza e se non dovesse essere possibile attuare i collegamenti a distanza, la partecipazione dovrà essere quella minima necessaria, fermo restando l’obbligo della distanza prevista e la corretta aerazione e pulizia dei locali.

Rispetto alla FORMAZIONE sottolineiamo che il Protocollo in tema di FORMAZIONE OBBLIGATORIA dei lavoratori prevede che: “Il mancato completamento dell’aggiornamento della formazione professionale e/o abilitante entro i termini previsti per tutti i ruoli/funzioni aziendali in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, dovuto all’emergenza in corso e quindi per causa di forza maggiore, non comporta l’impossibilità a continuare lo svolgimento dello specifico ruolo/funzione (a titolo esemplificativo: l’addetto all’emergenza, sia antincendio, sia primo soccorso, può continuare ad intervenire in caso di necessità; il carrellista può continuare ad operare come carrellista)”.

Infine nel caso in cui una persona presente in azienda sviluppasse febbre e tosse, lo dovrà dichiarare immediatamente all’ufficio del personale o al proprio responsabile che procederà immediatamente al suo isolamento e a quello degli altri presenti dai locali, avvisando le autorità sanitarie competenti.

Il MEDICO COMPETENTE continuerà la sua attività di sorveglianza sanitaria rispettando le misure igieniche contenute nelle indicazioni del Ministero della Salute e segnalerà all’azienda situazioni di particolare fragilità e patologie attuali o pregresse dei dipendenti e l’azienda provvederà alla loro tutela nel rispetto della privacy.

Il testo completo del Protocollo è scaricabile qui.

In questo momento difficile per il paese invitiamo comunque tutti a privilegiare, dove possibile, le modalità di lavoro a domicilio o comunque a distanza e a seguire scrupolosamente le indicazioni governative.

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LO STRESS LAVORO CORRELATO: COS’È?

Il luogo di lavoro è lo spazio in cui ognuno di noi trascorre circa metà della sua giornata: è quindi importante ricordare che – oltre alla sicurezza intesa dal punto di vista fisico – è fondamentale garantire ai propri lavoratori un ambiente che sostenga la motivazione e la soddisfazione professionale, utilizzando lo strumento della valutazione dello STRESS LAVORO CORRELATO.

Questo è infatti un mezzo utilissimo per misurare il grado di soddisfazione dei propri dipendenti, oltre a essere un vincolo di legge.

Il D.Lgs 81/08 aveva già anticipato questo obbligo rifacendosi all’ACCORDO EUROPEO SULLO STRESS SUL LAVORO (08/10/2004)

Successivamente la Commissione Consultiva Permanente – attraverso la circolare del 18 Novembre 2010 – sì è espressa in merito alle tempistiche da rispettare.

A partire dal gennaio 2011 è infatti diventato obbligatorio per le aziende effettuare la valutazione dello STRESS LAVORO CORRELATO.

stress lavoro correlato

La metodologia di valutazione si articola in due fasi:

  • la VALUTAZIONE PRELIMINARE – sempre necessaria – che consiste nella rilevazione di indicatori oggettivi e verificabili, appartenenti a tre categorie:
  1. Eventi sentinella: assenze per malattia; turnover; procedimenti e sanzioni disciplinari; specifiche lamentele formalizzate da parte dei lavoratori; segnalazioni al medico competente.
  2. Fattori di contenuto del lavoro: ambiente di lavoro; orario di lavoro; carichi e ritmi di lavoro; corrispondenza tra le competenze dei lavoratori e le mansioni a loro assegnate.
  3. Fattori di contesto del lavoro: autonomia decisionale; ruolo nell’organizzazione; conflitti interpersonali; sviluppo di carriera; scarsa chiarezza delle indicazioni ricevute.
  • la VALUTAZIONE APPROFONDITA – eventuale – da attivare solo nel caso in cui la valutazione preliminare riveli elementi di rischio da STRESS LAVORO CORRELATO.

Se la valutazione preliminare non rileva fattori di rischio da STRESS LAVORO CORRELATO la valutazione può ritenersi conclusa, ma sarà comunque necessario prevedere un PIANO DI MONITORAGGIO con le indicazioni dei controlli periodici previsti (per esempio la verifica dell’andamento degli eventi sentinella, ecc.) e un PIANO DI MIGLIORAMENTO con le indicazioni relative alle azioni di sviluppo (per esempio degli aspetti legati all’organizzazione del lavoro, della gestione delle risorse umane, della formazione del personale, ecc.).

Le figure coinvolte nella valutazione del rischio da STRESS LAVORO CORRELATO, oltre al datore di lavoro, sono il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP), il medico competente e il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza.

È utile infine ricordare che in caso di incompleta redazione del DVR sono previste sanzioni con ammende da 1.000 a 4.000 euro, a seconda della gravità della mancanza rilevata.

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GDPR REGOLAMENTO UE 2016/679: ruoli e responsabilità

Il 25 maggio 2018 è entrato in vigore il Regolamento UE 2016/679 – noto come GDPR (General Data Protection Regulation) e il 15 maggio 2019 è terminato il periodo di tolleranza, indicato come “fase di prima applicazione”, per quanto riguarda l’applicazione delle disposizioni sanzionatorie previste dal nuovo Regolamento Europeo.

Il GDPR ha definito chiaramente gli obblighi collegati alla protezione dei dati personali delle persone fisiche, specificando ruoli e responsabilità, introducendo chiare regole su informativa e consenso al trattamento dei dati. Qui potrete trovare il testo completo del Regolamento.

Ha inoltre definito i limiti al trattamento automatizzato dei dati, ha fissato precise norme per le violazioni dei dati (data breach) e stabilito criteri per il loto trasferimento al di fuori dell’Unione Europea.

GDPR

Di seguito riportiamo in sintesi l’elenco delle principali figure individuate dal Regolamento:

  • Titolare del Trattamento
  • Responsabile (interno o esterno) del Trattamento
  • Incaricato
  • Amministratore di Sistema
  • Interessato
  • DPO

È importante ricordare anche quali sono i documenti fondamentali per poter tracciare correttamente la propria attività di gestione dei dati e nominare eventuali incaricati o responsabili.

Di seguito l’elenco della documentazione necessaria – da valutare in base alla tipologia aziendale:

  • Informativa e consenso per CLIENTI, DIPENDENTI, COLLABORATORI, FORNITORI
  • Lettera di incarico al trattamento
  • Nomina a Responsabile del trattamento
  • Registro dei trattamenti (Registro del titolare dei trattamenti, Registro del responsabile dei trattamenti)
  • Valutazione di impatto

Tutte le aziende dovrebbero quindi essersi già allineate alle nuove regole in considerazione delle maggiori responsabilità e dei rischi di sanzione caso di inosservanza della normativa.

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AGGIORNAMENTO ASO OBBLIGATORIO

L’aggiornamento ASO obbligatorio è previsto ai sensi dell’art.2, comma 2, DPCM 5/02/18 e dall’Accordo Stato Regioni del 23/11/17.

Corso approvato dall’OMCEO della Provincia di Udine.


Durata

Certificazione rilasciata

Quota di iscrizione
10 oreAttestato di frequenza100 €

OBIETTIVI

Fornire l’aggiornamento obbligatorio annuale agli Assistenti Studio Odontoiatrico.

CONTENUTI

  • La comunicazione efficace
  • Il rischio biologico
  • I nuovi adempimenti legislativi (GDPR, veriche attrezzature e formazione, scadenze amministrative)

RIVOLTO A

Assistenti Studio Odontoiatrico.

DOCENTI


IVAN LENDARO
Odontoiatra iscritto all’Albo Provinciale degli Odontoiatri di Udine. Da anni svolge regolarmente corsi sulle diverse branche dell’odontoiatria con particolare riferimento all’ortodonzia, alla gnatologia, alla posturologia e alla riabilitazione protesica complessa dei pazienti disfunzionali. Relatore in corsi e congressi nazionali ed internazionali.

FABIENNE BELLINA
Assistente di Studio Odontoiatrico, docente e consulente sul tema della privacy e del GDPR, formatore per la salute e sicurezza dei lavoratori in ambito odontoiatrico e nel quadro dei progetti formativi per Assistente di Studio Odontoiatrico.

Sede del corso

Date

Orari

Referente

Programma
Centro Culturale
“B.V. delle Grazie”
via Pracchiuso 21
UDINE
Sabato
8/02/2020
Sabato
29/02/2020
08.30 – 13.30Iris Tion
iris.tion@btlsrl.it
Programma completo

Termine ultimo per le iscrizioni: 24 gennaio 2020

PAGAMENTO

  • Tramite bonifico bancario anticipato di 100 € all’atto dell’iscrizione presso: BANCA DI UDINE, codice IBAN: IT81U0871512300000000726422 – CAUSALE iscrizione aggiornamento ASO – cognome e nome

MODULO DI ISCRIZIONE

Iscriviti al corso compilando il form qui di seguito.

CORSO ORGANIZZATO DA

MANOVRE SALVAVITA: disostruzione pediatrica

Grande successo per l’incontro sulle MANOVRE SALVAVITA di disostruzione pediatrica realizzato il 25 novembre presso l’Auditorium della scuola media di Tricesimo.

BTL, in collaborazione con il Comune di Tricesimo, ha organizzato un nuovo INCONTRO GRATUITO sulle manovre salvavita di disostruzione pediatrica e sulla gestione delle emergenze in ambito infantile.

Continua la nostra attività di promozione della cultura della sicurezza in età pediatrica e di formazione della cittadinanza: crediamo infatti sia fondamentale sensibilizzare e formare la popolazione su queste tematiche per rendere le nostre case, le nostre scuole, i centri di aggregazione luoghi sempre sicuri per i nostri bambini!

Durante l’incontro del 25 novembre quasi 100 partecipanti hanno imparato come ridurre i rischi di soffocamento infantile grazie a utili consigli e buone prassi in cucina, nella gestione delle attività quotidiane con i bambini e hanno appreso come intervenire in caso di emergenza attuando sui manichini le manovre salvavita di disostruzione supportati da Istruttori certificati dell’American Heart Association.

Il numeroso pubblico presente ha mostrato interesse e curiosità partecipando in maniera attiva con domande e testimonianze e ha potuto effettuare anche praticamente una manovra di disostruzione delle vie aeree sui manichini dei lattanti ed eseguire la manovra di Heimlich su un adulto.

Crediamo infatti che la teoria unita alla pratica siano il modo più efficace per far acquisire realmente nozioni e competenze.

Questo tipo di corsi permette di acquisire le conoscenze di base per poter effettuare un intervento in caso di soffocamento di un bambino, ma se ti interessa approfondire la tematica con uno corso specifico di PRIMO SOCCORSO PEDIATRICO, iscriviti qui!

I corsi di PRIMO SOCCORSO PEDIATRICO insegnano a riconoscere i segni e i sintomi delle patologie pediatriche più frequenti e a fornire un’appropriata assistenza durante un’emergenza in attesa dell’arrivo del Servizio Sanitario d’Emergenza.

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ICOP SpA: CARDIOPROTEZIONE IN AZIENDA

Il tema della CARDIOPROTEZIONE sta diventando di grande attualità e le aziende del nostro territorio iniziano a dotarsi di defibrillatori (DAE) e a formare il proprio personale per poter garantire ai propri dipendenti ambienti di lavoro sempre più sicuri.

La ICOP Spa di Basiliano, società leader nel settore delle costruzioni stradali, delle fondazioni e delle opere speciali, è un esempio di questo impegno verso la salute e sicurezza dei lavoratori: si è infatti rivolta alla BTL srl per dotarsi di un DAE e per formare il proprio personale e avere in tal modo una squadra pronta a intervenire correttamente in caso di problematiche cardiache all’interno dell’azienda.

D’ora in poi la sede di Basiliano sarà perciò un luogo più sicuro per tutti i dipendenti.

Complimenti alla Società che ha mostrato attenzione al tema, e ai lavoratori che hanno superato l’esame finale del percorso formativo e ora potranno agire in maniera tempestiva in caso di emergenze.

cardioprotezione

Riportiamo di seguito alcune cifre relative ai decessi per arresto cardiaco che ci fanno capire quanto sia importante il tempestivo intervento per aumentare in modo significativo le probabilità di sopravvivenza: in Italia ogni anno si verificano 50.000 decessi per arresto cardiaco – anche in soggetti senza cardiopatie preesistenti note – e circa 3.500 di questi avvengono all’interno del posto di lavoro.

Crediamo quindi sia fondamentale diffondere la cultura della cardioprotezione aziendale.

Il tema è sentito anche a livello politico e a luglio scorso la Camera ha approvato all’unanimità la nuova proposta di legge sui “dispositivi salvavita” per favorire la diffusione dei defibrillatori anche in ambienti extraospedalieri, promuovere la formazione della popolazione al loro utilizzo e limitare le responsabilità legali di chi li adopera in situazioni di emergenza.

Ciò a testimonianza dell’importanza del tema e della necessità di dotare di DAE il maggior numero di luoghi possibili e di formare il personale al corretto utilizzo dei defibrillatori.

Ricordiamo infine che per le aziende che acquistano un DAE è possibile una riduzione del tasso del premio INAIL (se l’azienda non rientra tra quelle per cui l’adozione del defibrillatore è obbligatoria per legge), perché tale misura rientra fra gli interventi per il miglioramento delle condizioni di sicurezza nei luoghi di lavoro. Guarda qui il nostro calendario corsi.

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