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legge 215/21

Cosa cambia con la Legge 215/21?

La Legge 215/21 ha introdotto alcune modifiche al Testo Unico sulla sicurezza sul lavoro  – disciplinato dal D. Lgs. 81/2008 – integrando e aggiornando la precedente regolamentazione. La sicurezza sul luogo di lavoro acquisisce sempre maggior centralità, con l’obiettivo finale di evitare infortuni o incidenti e ridurre al minimo l’esposizione ai rischi professionali. Approfondiamo l’argomento parlando del registro degli addestramenti e dei doveri riferiti alla figura del preposto e alla sua individuazione.

Legge 215/21: registro addestramenti e individuazione preposto

Il comma 5 dell’art. 37 del D. Lgs. 81/2008, modificato a dicembre 2021 dalla Legge 215/21, introduce per l’azienda l’obbligatorietà della tenuta di un apposito registro degli addestramenti. Ma cosa si intende per addestramento? L’addestramento consiste in una prova pratica e in un’esercitazione tramite le quali l’azienda dimostra l’uso corretto e in sicurezza delle attrezzature e delle procedure di lavoro al suo interno.

Rispetto al passato, la più importante modifica contenuta nella Legge 215/21 riguarda proprio l’obbligo di ufficializzare tale attività di addestramento sulla sicurezza su un registro, che può essere anche informatizzato.

Il registro addestramenti deve quindi essere presente in ogni azienda in cui si rende necessario l’addestramento, e deve contenere:

  • Le generalità dell’addestratore e del lavoratore
  • L’elenco dei DPI, attrezzature, impianti e sostanze su cui è stato effettuato l’addestramento
  • Il periodo di addestramento
  • L’esito dell’addestramento

E deve essere sottoscritto da:

  • Il lavoratore
  • L’addestratore
  • Il datore di lavoro (o responsabile di reparto o RSPP), responsabile dell’addestramento dei lavoratori tramite una persona esperta, come ad esempio il preposto.

Oltre all’introduzione del registro degli addestramenti, la Legge 215/2021 apporta un’altra importante novità, relativa al preposto, figura aziendale di fondamentale rilevanza. 

Ricordiamo che il preposto è colui che, per le competenze e i poteri a suo carico, sovrintende all’attività lavorativa e garantisce che le direttive siano rispettate da tutti i lavoratori. È colui che, comunemente, è definito “capo”: caporeparto, caposquadra, ecc. e che, rispetto alle nuove modifiche legislative introdotte, deve:

  • Sovrintendere e vigilare facendo sì che tutti i lavoratori rispettino gli obblighi di legge e, in caso di inosservanza, interrompendo l’attività e avvisando i superiori
  • Verificare che i lavoratori rispettino le istruzioni riguardo l’accesso alle zone che li espongono a un rischio grave e specifico
  • Richiedere che i lavoratori rispettino le direttive in caso in emergenza o pericolo
  • Informare i lavoratori nel caso in cui si presenti un pericolo grave, fornendo indicazioni su come procedere
  • Segnalare tempestivamente al datore di lavoro o al dirigente qualsiasi malfunzionamento o deficienza di un’attrezzatura o mezzo, o qualsiasi altra condizione di pericolo
  • Interrompere temporaneamente l’attività lavorativa in caso si deficienza del mezzo o attrezzatura che comporti un pericolo

L’individuazione e la formalizzazione della nomina del preposto – incluse le figure del “preposto di fatto”, che ne esercita le funzioni senza un inquadramento formale – spettano al datore di lavoro o al dirigente. Con la Legge 215/21, l’obbligo di individuazione del preposto o dei preposti diventa quindi penalmente rilevante per il datore di lavoro o il dirigente.

L’aggiornamento del relativo corso di formazione deve essere svolto ogni due anni (non più ogni 5, come in precedenza).

Registro delle manutenzioni programmate 

La normativa prevedeva già la tenuta del registro delle manutenzioni obbligatorie, il quale persegue il triplice obiettivo di:

  • Garantire la conservazione nel tempo delle prestazioni e delle caratteristiche di sicurezza di tutte le attrezzature, dispositivi, impianti e luoghi di lavoro, dimostrando che l’usura e l’invecchiamento non siano cause di degrado
  • Minimizzare i costi di gestione e perdite di gestione
  • Rispettare quanto previsto dalla legge

La manutenzione è valutata dal legislatore come un importante elemento per la salute e la sicurezza del lavoro. Gli obblighi a carico del proprietario dell’attrezzatura e/o datore di lavoro vanno quindi diligentemente rispettati.

In sostanza, la Legge 215/21 altro non è che l’ennesima conferma della necessaria attenzione all’obbligo di lavorare in ambienti sicuri, in cui il rischio di incorrere in incidenti o infortuni sia ridotto al minimo.

Diventa quindi più importante che mai, per l’azienda che voglia operare in sicurezza e rimanere aggiornata, trovare un supporto esterno qualificato grazie al quale rispettare le più recenti direttive legislative, in modo completo e sicuro.

Se hai ancora qualche dubbio in merito alla Legge 215/21, scrivici una mail a info@btlsrl.it oppure scrivici su WhatsApp cliccando sul bottone qui sotto.

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nuovi protocolli Covid per studi odontoiatrici

Tutti i nuovi protocolli Covid per gli studi odontoiatrici

Come stanno cambiando i nuovi protocolli Covid per gli studi odontoiatrici? Il Ministero della Salute ha recentemente aggiornato le indicazioni operative specifiche per l’attività odontoiatrica. Anche in ambito odontoiatrico, infatti, le misure anti-Covid hanno iniziato ad allentarsi, al fine di recuperare le normali attività, mantenendo la massima sicurezza per pazienti e lavoratori. Oggi scopriamo quali sono i nuovi obblighi per chi svolge questa professione.

Nuovi protocolli Covid in ambiente odontoiatrico: a che punto siamo?

Da marzo 2020 ad oggi l’odontoiatria italiana, con le dovute limitazioni nelle fasi di emergenza sanitaria più acute, non ha mai cessato la sua attività. Nel corso di questi due anni, tuttavia, si è adoperata per rispettare le indicazioni fornite dal Ministero della Salute e contemporaneamente:

  • Garantire le prestazioni per prevenire e/o curare le patologie dei pazienti
  • Operare considerando ogni cliente come potenzialmente contagioso

Terminata la fase emergenziale il 1 aprile 2022, è ora il momento di applicare ulteriori revisioni ai precedenti protocolli, allentando ulteriormente le misure anti-contagio.

Nuovi protocolli Covid per gli studi odontoiatrici

Di seguito, riportiamo tutte le nuove disposizioni fornite dal Ministero della Salute e attualmente applicabili. Da ricordare che, nei casi non specificati, rimangono valide le procedure standard già normalmente adottate negli studi odontoiatrici.

Selezione/Accettazione del paziente e dell’accompagnatore (Triage)

Ora è necessario effettuare solo il triage di accettazione, per riconoscere immediatamente un paziente potenzialmente portatore di infezione da SARS-CoV-2.

Non sono più richieste:

  • La selezione telefonica preliminare, relativa all’anamnesi rispetto al Covid-19
  • La misurazione della temperatura al paziente al momento dell’ingresso nello studio
  • L’invito a depositare tutti gli effetti personali in un unico sacchetto

Il paziente, entrando nello studio odontoiatrico, dopo essersi lavato o disinfettato le mani, deve compilare il questionario Covid e indossare la mascherina fino all’inizio della fase operativa.

Le stesse regole valgono per l’accompagnatore, al quale sono richieste, appunto, la compilazione del questionario Covid, la sanificazione delle mani e la mascherina a copertura di naso e bocca.

Protezione individuale dell’operatore sanitario

Nonostante gli studi odontoiatrici siano degli spazi dall’elevata probabilità di diffusione del contagio, durante lo svolgimento delle attività che non generano aeorosol gli operatori interni allo studio odontoiatrico possono indossare la semplice mascherina chirurgica.

La mascherina FFP2 rimane raccomandata qualora si verifichi almeno una delle seguenti situazioni:

  • Il distanziamento tra due persone non sia rispettato
  • Il ricambio dell’aria non sia garantito
  • Si generi aerosol

Oltre all’utilizzo degli adeguati DPI (Dispositivi di Protezione Individuale) per le vie aeree, ogni operatore deve lavarsi le mani con soluzione alcolica o con acqua e sapone rispettando i processi consigliati.

Il camice idrorepellente (TNT) va sostituito solo al termine della procedura che genera aerosol e non più al termine di ogni attività con ogni singolo paziente.

Allo stesso modo, dipendentemente alle attività svolte, l’operatore deve indossare gli occhiali a stanghette e a maschera oppure gli schermi facciali e la visiera.

Rispetto all’utilizzo di guanti e cuffie e alle operazioni di vestizione e svestizione consigliamo di leggere il documento ufficiale per l’individuazione dello specifico caso.

Nuovi protocolli Covid operativi

Prima di accogliere ogni paziente, l’operatore deve preparare il campo operatorio, far accomodare il paziente, svolgere le operazioni e dimettere lo stesso paziente seguendo le procedure indicate nel documento ministeriale. A tal proposito, particolarmente rilevante è la sanificazione di occhiali e di visiere con una soluzione alcolica al 70%.

Allo stesso documento rimandiamo a proposito di approfondimenti sui nuovi protocolli Covid in merito a:

  • Riordino dopo la prestazione odontoiatrica
  • Disinfezione delle impronte
  • Gestione dei rifiuti
  • Disinfezione ambientale
  • Aerazione (Da preferire quella naturale per almeno 10-15 minuti al termine delle cure)
  • Gestione e disinfezioni degli ausili per l’esecuzione di RX endorali
  • Gestione degli strumenti rotanti
  • Riorganizzazione dei percorsi operativi

Infine, ricordiamo che l’intera equipe odontoiatrica deve indossare la stessa tipologia di DPI e che tutto il personale sanitario deve rispettare l’obbligo vaccinale, valido fino al 31 dicembre 2022.

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valutazione stress lavoro correlato

Valutazione Stress Lavoro Correlato: cosa sapere

Lo stress da lavoro correlato è riconosciuto come un vero e proprio rischio lavorativo le cui conseguenze non ricadono solamente sulla salute del singolo individuo, ma anche sulla produttività aziendale. Per salvaguardare dipendenti e, indirettamente, anche attività, l’art. 28 del D.Lgs. 81/2008 obbliga il datore di lavoro ad effettuare regolarmente la valutazione stress lavoro correlato.

Obbligo di valutazione stress lavoro correlato

L’art. 28 del D.Lgs. 81/2008 impone al datore di lavoro di valutare tutti i rischi, inclusi “quelli collegati allo stress da lavoro correlato, secondo i contenuti dell’accordo europeo dell’08/10/2004”. Il D.Lgs. 106/09 stabilisce che tale valutazione debba essere effettuata rispettando le indicazioni elaborate dalla Commissione Consultiva Permanente per la Salute e Sicurezza sul Lavoro.

La valutazione del rischio stress lavoro correlato è a carico del datore di lavoro, che deve effettuarla una volta ogni due anni e in ogni caso in seguito a cambiamenti significativi nell’organizzazione del lavoro.

Come fare la valutazione stress lavoro correlato?

È la pubblicazione INAIL il più recente riferimento a riguardo, che stabilisce la “Metodologia per la valutazione e gestione del rischio stress lavoro-correlato”. Sostanzialmente si suddivide in due fasi:

  1. Valutazione preliminare
  2. Valutazione approfondita

La valutazione preliminare ruota attorno all’analisi dei cosiddetti eventi sentinella, ovvero quegli eventi che, per la sintomatologia provocata, sono riconducibili allo stress da lavoro correlato (es. infortuni sul lavoro, turnover, sanzioni, lamentele formalizzate avanzate dai lavoratori, ecc.).

La fase successiva, invece, considera l’analisi di diversi elementi:

  • Di Contenuto (es. ambiente di lavoro, ritmi e turni, corrispondenza tra competenze dei lavoratori e requisiti professionali richiesti, ecc.)
  • Di Contesto (es. conflitti interpersonali, carriera, autonomia decisionale, ecc.)

La valutazione approfondita include anche una serie di strumenti quali: questionari, focus group, interviste semi-strutturate.

Tutti questi elementi, dipendentemente dal settore professionale e dalla tipologia di mansioni svolte, vengono raccolti e utilizzati per ottenere una panoramica della situazione lavorativa. Tale panoramica rappresenta le fondamenta della valutazione rischio stress lavoro correlato e include figure come: RSPP, RLS, Medico Competente, responsabili e lavoratori individuati.

Le informazioni così raccolte in check-list sono molto utili sia per ottenere la valutazione stessa sia come termometro aziendale, al fine di intuire se migliorare la direzione gestionale e operativa intrapresa dall’azienda.

Il DVR: Documento Valutazione del Rischio

Il documento prodotto, il cosiddetto DVR, deve riportare dei contenuti minimi, allo scopo di fornire una descrizione veritiera e aggiornata della realtà aziendale (ne abbiamo parlato anche qui). Oltre a indicare l’iter seguito per giungere a tale valutazione, il DVR deve contenere:

  • La descrizione esaustiva dell’azienda e dell’attività lavorativa
  • Le modalità di valutazione e i criteri adottati
  • Le figure aziendali coinvolte e la loro formazione, se effettuata
  • I gruppi omogenei di lavoro
  • L’analisi del rischio e suoi risultati
  • Le misure di prevenzione da adottare e già adottate, ma da modificare in base ai risultati del DVR
  • Il piano di tutti gli interventi programmati
  • Il monitoraggio e l’aggiornamento periodico 

Sanzioni per il datore di lavoro inadempiente

Non redigere la valutazione del rischio stress lavoro correlato comporta una sanzione a carico del DL pari all’arresto da 3 a 6 mesi o un’ammenda da € 3071,27 a € 7862,44.

È possibile che tali pene siano aggravate da sanzioni civili (art. 2087 del Codice Civile), nei casi in cui il lavoratore abbia subito dei danni causati proprio dallo stress da lavoro correlato.

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sicurezza sul lavoro in uno studio odontoiatrico

Sicurezza sul lavoro in uno studio odontoiatrico

La sicurezza sul posto di lavoro rappresenta un tema delicato in ogni settore, ma ancor di più quando si ha a che fare con la salute. La sicurezza sul lavoro in uno studio odontoiatrico è una disciplina regolata dal D.lgs. 81/2008, di cui si contano 22 revisioni, e che tiene costantemente aggiornate tutte le figure coinvolte con regole, obblighi e sanzioni, in caso di mancato rispetto degli stessi.

Sicurezza sul lavoro in uno studio odontoiatrico: obblighi, rischi e figure

Il D.lgs. 81/2008 si rivolge a:

  • Datore di Lavoro (DL)
  • Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione (RSPP)
  • Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS)
  • Lavoratore e medico competente (MC)

L’RSPP, l’RLS e il lavoratore sono obbligati per legge a partecipare ai corsi di formazione e relativi aggiornamenti. Lo stesso D.lgs. impone al DL l’obbligo di garantire la sicurezza sul luogo di lavoro, che viene documentata all’interno del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR).

Lo stesso DVR contiene un rendiconto della valutazione dei rischi che, all’interno dello studio odontoiatrico, possono causare danni alla salute o minacciare la sicurezza dei lavoratori. Inoltre, il DVR presenta tutte le procedure da seguire per attuare le misure di prevenzione e protezione, con riferimento ai ruoli che le devono realizzare.

Cosa si intende con misure di prevenzione e protezione? Si fa riferimento a tutte le misure che tengono il livello di rischio accettabile. In caso di incidente, infatti, tali misure, unite alla formazione del personale, fanno sì che il danno per il lavoratore sia contenuto.

Al fine di rispettare gli obblighi in materia di sicurezza sul lavoro in uno studio odontoiatrico, il DL dev’essere sempre aggiornato e riuscire a gestire il rischio professionale in modo ottimale. Solo in questo modo può condurre l’attività odontoiatrica in modo sicuro e razionale.

Da specificare che i rischi in cui ci si può imbattere variano in base alla tipologia di studio dentistico, ai locali, ai macchinari, alle sostanze utilizzate o prodotte.

Formazione e sicurezza di uno studio odontoiatrico

Il Testo Unico Sicurezza del D.lgs. 81/08 obbliga tutti i lavoratori di uno studio odontoiatrico a seguire alcuni corsi di formazione e i relativi aggiornamenti.

Attualmente il DL, se ha assunto anche l’incarico di RSPP Datore di Lavoro, deve eseguire una formazione specifica di 48 ore, a cui segue l’aggiornamento di 14 ore. Da ottobre tutti i DL, che siano o meno RSPP, dovranno eseguire una formazione specifica per DL: durata e contenuti verranno definiti a fine giugno dalla conferenza Stato Regioni.

I lavoratori, compresi aiutanti, stagisti e operai, hanno l’obbligo di seguire:

  • Corso di formazione generale (4 ore) e specifica ad alto rischio per lavoratori (12 ore)
  • Corso per RLS – Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (32 ore) – uno solo dei dipendenti viene eletto RLS dagli altri lavoratori. A seguire, l’aggiornamento prevede ulteriori 6 ore di formazione

Inoltre, una persona a scelta sempre presente sul luogo di lavoro, deve seguire:

  • Corso Addetti Antincendio
  • Primo soccorso

Pensi che il tuo studio dentale sia al sicuro e rispetti tutti gli obblighi? Scoprilo subito facendo il nostro test!

Vuoi sapere se la validità del tuo corso è in scadenza? O desideri maggiori informazioni riguardo uno o più corsi? Guarda i nostri corsi in partenza nella pagina dedicata alla formazione, qui.

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dpcm 9 marzo 2022 risposte alle domande frequenti

Il nuovo DPCM 9 marzo 2022: le risposte alle domande più frequenti

Il tanto atteso nuovo DPCM 9 marzo 2022 e pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 3 maggio, ha messo in moto molte domande e dubbi da parte degli ASO. In questo articolo abbiamo risposto alle domande più frequenti che ci sono arrivate.

Le FAQ al DPCM 9 marzo 2022

La scorsa settimana abbiamo aggiornato il nostro articolo di spiegazione al profilo ASO alla luce del nuovo decreto (lo trovi qui). Ci sono arrivate tantissime domande di chiarimento su alcuni punti e anche qualche caso personale. Abbiamo riunito in questo articolo le domande che ci sono pervenute (e lo terremo costantemente aggiornato).

Ti ricordiamo che puoi trovare il nuovo DPCM a questo link.

1) Entro quando va effettuato l’aggiornamento annuale per le ASO?

La nuova normativa prevede che l’esecuzione delle ore di aggiornamento professionale devono essere effettuate entro l’anno solare e non fanno più riferimento al mese in cui si è conseguita la qualifica.

2) Saranno possibili ulteriori modifiche da parte della Regione?

Le Regioni erano presenti ai tavoli di discussione del nuovo DPCM ma alcune modifiche sono comunque possibili.

3) Se ho fatto più crediti un anno posso trasferire i crediti in eccesso all’anno successivo?

Questa possibilità attualmente non è prevista dal DPCM.

4) Cosa devo fare dei miei attestati?

Gli attestati sono personali e quindi vanno custoditi. Si consiglia comunque di dare una copia dell’attestato al datore di lavoro in quanto responsabile del controllo degli adempimenti da parte dei suoi dipendenti.

5) Ho fatto l’ASO ma ero inquadrato/a con un’altra mansione posso ottenere comunque l’attestato? 

In questo caso è importante produrre tutta la documentazione possibile che possa essere ricondotta alla mansione di ASO : contratto di lavoro individuale registrato, percorso del lavoratore (C2 storico) rilasciato dal Centro per l’impiego del Comune di residenza dell’utente, estratto conto contributivo INPS, buste paga/cedolini, posizione assicurativa INAIL, modello UNILAV. Qualora dai documenti sopra elencati non emergesse in maniera inequivocabile lo svolgimento delle attivita’ riconducibili a quelle dell’assistente di studio odontoiatrico, e’ necessario presentare anche l’attestato di formazione in ambito odontoiatrico per adempimenti obblighi decreto legislativo n. 81/08.

6) Quale periodo viene considerato per l’esenzione dal corso di qualifica?

Il nuovo DPCM  espande il periodo di riconoscimento dell’attività lavorativa fino ai 10 anni precedenti al 2018 (non più 5).

Se non hai trovato la risposta alla tua domanda, ti invitiamo a scrivercela tramite un WhatsApp al nostro numero, saremo felici di risponderti. Fai la tua domanda cliccando sul pulsante qui sotto:

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aso chi è quali obblighi e novità

ASO: chi è, quali gli obblighi e le novità in arrivo

L’ASO – Assistente di Studio Odontoiatrico – è una figura riconosciuta a livello statale che ha ricevuto una formazione specifica, superato un esame di qualifica e presta il suo lavoro negli studi odontoiatrici. Che durata ha il corso abilitante? Quali sono gli obblighi a cui è soggetto? Lo spieghiamo in questo articolo alla luce delle ultime novità del DPCM 9 marzo 2022 appena pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

Questo articolo è stato modificato a seguito delle nuove disposizioni appena pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale il 3 maggio 2022.

Chi è l’ASO

Il profilo dell’ASO era stato istituito con il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 9 febbraio 2018, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 80 del 6 aprile 2018 ed entrato in vigore il 21 aprile 2018, per recepire l’Accordo della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano del 23 novembre 2017 concernente l’individuazione del profilo professionale di “Assistente Studio Odontoiatrico“. Veniva quindi istituito per decreto il profilo dell’ASO.

In Friuli Venezia Giulia il recepimento del Decreto sopra indicato è riportato nella Delibera n. 975 del 13 giugno 2019 e reperibile qui (Allegato 1, Allegato 2, Allegato 3 alla Delibera).

Di appena pubblicazione invece sulla Gazzetta Ufficiale (GU Serie Generale n. 102 del 3 maggio 2022) le nuove disposizioni che regolamentano il profilo dell’ASO. Il nuovo decreto, che recepisce l’Accordo sancito tra il Governo, le regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano in data 7 ottobre 2021, sostituisce l’Accordo tra il Governo, le regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano del 23 novembre 2017 (Rep. atti n. 209/CSR), concernente l’individuazione del profilo professionale dell’ “Assistente di Studio Odontoiatrico” (ASO), quale operatore d’interesse sanitario.

Chi può accedere ai corsi abilitanti

I corsi di formazione abilitanti sono organizzati all’interno di ogni Regione che si fa carico di individuare gli enti formativi accreditati.

Per accedere ai corsi di Assistente di studio odontoiatrico è richiesto “il possesso della certificazione di assolvimento dell’obbligo di istruzione” (art. 6 del DPCM 9 marzo 2022). Chi ha conseguito titolo di studio all’estero deve presentare la dichiarazione di valore o un documento equipollente/corrispondente che attesti il livello di scolarizzazione. Chi è cittadino straniero deve dimostrare la buona conoscenza, sia scritta che parlata, della lingua italiana tramite test di ingresso messo poi agli atti.

Durata e struttura dei corsi abilitanti

Secondo l’art. 7 del DPCM 9 febbraio 2018, il corso di formazione ha una durata complessiva non inferiore a 700 ore suddivise in 300 di teoria ed esercitazioni e 400 di tirocinio. Il corso di formazione ha una durata non superiore ai 12 mesi. Il corso è strutturato in due moduli:

  • modulo di base: 150 ore di teoria di cui 20 ore dedicate alle esercitazioni e 100 ore di tirocinio;
  • modulo professionalizzante: 150 ore di teoria di cui 30 ore dedicate alle esercitazioni e 300 ore di tirocinio.

I moduli sono articolati nelle aree disciplinari: area socio-culturale, legislativa e organizzativa; area igienico-sanitaria; area tecnico-operativa; area relazionale.

Il tirocinio viene svolto presso gli studi odontoiatrici, i servizi e le strutture autorizzate ai sensi del
decreto legislativo n. 502/92 presso cui opera l’Assistente di studio odontoiatrico.

Secondo quanto indicato all’art. 10 del DPCM, la frequenza del corso è obbligatoria e non si può accedere all’esame finale se si è superato un numero di assenze il cui tetto massimo di assenze è indicato dalla regione o provincia autonoma, e comunque non superiore al 10% delle ore complessive. In caso di assenze superiori al 10% del monte ore complessivo, il corso si considera interrotto.
L’esame finale, consistente in una prova teorica ed una prova pratica, diretto a verificare l’apprendimento delle conoscenze e l’acquisizione delle competenze tecnico-professionali (di cui all’Allegato 2 dell’Accordo).

Chi è esente dal corso: le novità

Le persone esonerate dall’obbligo di frequenza, di superamento del corso di formazione e conseguimento dell’attestato di qualifica/certificazione di cui al nuovo Accordo coloro che, alla data di entrata in vigore del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 9 febbraio 2018, hanno avuto l’inquadramento contrattuale di assistente alla poltrona, e possono documentare un’attività lavorativa, anche svolta e conclusasi in regime di apprendistato, di non meno di trentasei mesi, anche non consecutiva, espletata negli ultimi dieci anni antecedenti l’entrata in vigore del medesimo decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri.

Sono esentati dall’obbligo di frequenza, di superamento del corso di formazione e conseguimento dell’attestato di qualifica/certificazione di cui al presente Accordo coloro che, alla data di entrata in vigore del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 9 febbraio 2018, hanno avuto un diverso
inquadramento contrattuale rispetto a quello di assistente alla poltrona ed abbiano svolto mansioni riconducibili a quelle dell’assistente di studio odontoiatrico sempre da non meno di trentasei mesi, anche non consecutiva, espletata negli ultimi dieci anni antecedenti l’entrata in vigore del medesimo decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri. All’art. 11 del DPCM 9 marzo 2022 vengono elencati i documenti che bisogna esibire per dimostrare il soddisfacimento di tale requisito.

Il datore di lavoro è tenuto ad acquisire la documentazione che attesti tali requisiti.

Chi inoltre ha svolto mansioni riconducibili al profilo dell’ASO per almeno trentasei mesi negli ultimi dieci anni dall’entrata in vigore del DPCM del 9 febbraio 2018 ma non documentabili per l’interezza, accedono ad un percorso formativo di durata complessiva non inferiore a 250 ore di teoria ed esercitazioni pratiche al quale si applicano le disposizioni dell’art. 10 e al termine del quale viene sostenuto
l’esame finale per il conseguimento dell’attestato di qualifica/certificazione, entro e non oltre il 21 aprile 2023.

Sarà a cura delle Regioni e delle Province Autonome di Trento e Bolzano stabilire i crediti formativi per la certificazione delle competenze.

Quali sono gli obblighi di aggiornamento

Chi è in possesso della qualifica ASO e gli esenti (di cui all’art. 10, 11 e 12 del DPCM 9 marzo 2022) sono obbligati per legge a frequentare dei corsi di aggiornamento per almeno 10 ore di corso all’anno presso enti accreditati. I corsi di aggiornamento ASO sono approvati dall’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri competenti sul territorio dove vengono svolti, sentita la Commissione Albo Odontoiatri. Per il Friuli Venezia Giulia i corsi di aggiornamento devono essere approvati dall’Ordine dei Medici della provincia di riferimento in cui vengono eseguiti.

Come recita il comma 4 dell’art. 2 del nuovo decreto: “L’obbligo di aggiornamento annuale decorre dall’anno successivo a quello della data di acquisizione della qualifica/certificazione e deve essere concluso entro l’anno medesimo.”

Nei casi di cui all’art. 11 del nuovo decreto, “la prima annualità di aggiornamento deve concludersi entro dodici mesi dall’entrata in vigore del presente Accordo.

Chi deve sostenere le spese di formazione?

Le spese per la formazione sono a carico di chi ne fruisce. Nel caso in cui sia un dipendente dello studio, il titolare dello studio dovrà agevolare la partecipazione del dipendente perché possa accedervi.

Importanti novità col nuovo decreto

Questo nuovo decreto è la risposta ufficiale alle richieste fatte da Associazioni sindacali e lavoratori del settore da diverso tempo. Si è fatta maggiore chiarezza sui termini per l’aggiornamento annuale, i requisiti per l’accesso al corso di formazione e sull’esonero della frequenza del corso anche per chi ha svolto questa mansione avendo un diverso inquadramento contrattuale.

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Ultimo aggiornamento: 5 maggio 2022

corso aggiornamento aso-pordenone

Corso aggiornamento ASO per la provincia di Pordenone

BTL srl – azienda esperta per sicurezza e formazione in ambito odontoiatrico – ha lanciato un nuovo corso di aggiornamento ASO disponibile per la provincia di Pordenone e approvato dall’Ordine dei Medici di Pordenone.

Dopo la provincia di Udine, arriva finalmente anche nella provincia di Pordenone il corso aggiornamento ASO obbligatorio approvato dall’OMCEO di Pordenone. Vediamo tutte le date disponibili.

Sede dei corsi

I corsi si svolgeranno nell’aula corsi presso la Faros Group Srl in via Gorizia 2 a Sacile.

Durata

Ogni corso avrà una durata di 5 ore.

Responsabile scientifico del corso aggiornamento ASO

Il Responsabile scientifico dei corsi è il Dott. Ivan Lendaro, Odontoiatra e Protesista dentale.

Costo del corso aggiornamento ASO

Ogni corso ha un costo di 50 € IVA inclusa.

È possibile pagare con bonifico bancario, PayPal o Satispay.

Date disponibili e argomenti dei corsi

Sono disponibili tre date dei corsi:

Sabato 21 maggio 2022 – dalle 8.30 alle 13.30 [GIÀ SVOLTO]

Sterilizzazione e rischio biologico negli studi odontoiatrici
La comunicazione nel team odontoiatrico

Scarica il programma

Sabato 25 giugno 2022 – dalle 8.30 alle 13.30

Ergonomia e posture lavorative nell’ambulatorio odontoiatrico
Come tenere al sicuro lo studio odontoiatrico

Scarica il programma

Sabato 17 settembre 2022 – dalle 8.30 alle 13.30

La gestione del piccolo paziente.
La gestione dei pazienti ‘special needs’: le disabilità intellettive, le disabilità fisiche, i DSA (disturbi specifici dell’apprendimento) e l’autismo.

Scarica il programma

Come iscriversi

Per iscriversi è sufficiente compilare il form qui sotto. Una volta compilato il form verrà inviata automaticamente la modalità di pagamento:

Oppure per il corso del prossimo settembre:

Un bonus in più

Per le ASO che si iscriveranno ai nostri corsi per la provincia di Pordenone e che lavorano da odontoiatri iscritti alle principali sigle sindacali (AIO e ANDI), abbiamo pensato a due bonus in regalo:

  • Un sopralluogo di verifica della modulistica Privacy e DVR in uso nello studio dove lavorano
  • Partecipazione gratuita al corso introduttivo dal titolo “Le manovre salvavita” per le ASO e per tutto il personale di studio.

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Locandina Eurocclusion 2021

CONGRESSO EUROCCLUSION ITALIA 2022

Manca sempre meno all’appuntamento per il Congresso Eurocclusion Internazionale Italia!

Un congresso dove le complesse funzioni dell’organo masticatorio sono analizzate in tutti gli aspetti.

BTL srl vuole ricordare a tutti la sua presenza nell’organizzazione dell’evento.

Il corso si terrà in date 17-18-19 marzo 2022 nella splendida cornice di Villa Fenaroli a Rezzato (BS).

Per ulteriori informazioni consultare il sito: http://eurocclusion.blogspot.com/

decreto legge sicurezza sul lavoro

NUOVO DECRETO LEGGE FISCALE IN AMBITO DI SICUREZZA SUL LAVORO

Il Decreto Legge Fiscale introduce diverse misure per il potenziamento in fatto di disciplina e rispetto di salute e sicurezza sul lavoro.

Il Presidente del Consiglio dei Ministri, si è pronunciato a riguardo definendo “inaccettabile” il numero di morti sul lavoro registrato nei passati mesi e ha dichiarato l’intenzione del Governo di istituire nuove norme volte a limitare e diminuire il mancato rispetto delle regole, ribadendo il concetto fondamentale “non si risparmia sulla vita dei lavoratori”.

Questa affermazione acquisisce rilievo alla luce del numero di infortuni registrato negli ultimi mesi a dimostrazione dell’importanza di protezione e formazione, capisaldi della BTL srl, che fin troppo spesso vengono posti in secondo piano a favore di un risparmio economico su qualcosa di essenziale come il diritto, quello di salute e sicurezza (scopri la nostra soluzione per stare Al Sicuro).

In attesa della pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale, illustriamo alcuni degli aspetti fondamentali tratti da questo.

Sicurezza sul lavoro al centro

Il decreto introduce alcune misure nell’ambito della sicurezza sul lavoro con lo scopo di intervenire in maniera più efficace sull’ imprese che non rispettano le misure di prevenzione o che utilizzano lavoratori in nero. L’obiettivo è quello di “incentivare e semplificare l’attività di vigilanza” da parte degli organi competenti in modo tale da presidiare il rispetto delle disposizioni per assicurare la prevenzione, attraverso l’aumento dell’organico all’interno dei corpi di vigilanza e un investimento in tecnologie per dotare il personale ispettivo della strumentazione informatica necessaria allo svolgimento delle specifiche mansioni. All’interno del decreto si parla inoltre di una maggiore collaborazione e condivisione di informazioni tra diversi enti, tra cui l’INL (Ispettorato Nazionale del Lavoro) e il SINP (Sistema Informativo Nazionale per la Prevenzione nei luoghi di lavoro), al fine di rendere più agevole l’operato del personale incaricato.

Per quanto riguarda il tema del lavoro a nero, segnaliamo un cambiamento delle condizioni necessarie per il provvedimento cautelare di sospensione dell’attività imprenditoriale: sarà sufficiente il 10% e non più il 20% di personale ‘in nero’ presente sul luogo di lavoro per far scattare la misura sopracitata definita come ‘grave violazione prevenzionistica’.

Riguardo la violazione delle norme di sicurezza invece si definisce un inasprimento delle sanzioni. Nel caso di gravi violazioni in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro, è prevista infatti la sospensione dell’attività, anche senza la necessità di una reiterazione degli illeciti. Per poter riprendere questa non basterà il ripristino delle regolari condizioni di lavoro, bensì sarà necessario anche il pagamento di una somma aggiuntiva dipendente dal tipo di violazione, riportata nella tabella sottostante.

FATTISPECIEIMPORTO SOMMA AGGIUNTIVA
Mancata elaborazione del documento di valutazione dei rischi (DVR)2500€
Mancata elaborazione del Piano di Emergenza ed evacuazione2500€
Mancata formazione ed addestramento300€ per ciascun lavoratore interessato
Mancata costituzione del servizio di prevenzione e protezione e nomina del relativo responsabile3000€
Mancata elaborazione piano operativo di sicurezza (POS)2500€
Mancata fornitura del dispositivo di protezione individuale (DPI) contro le cadute dall’alto300€ per ciascun lavoratore interessato
Mancanza di protezioni verso il vuoto3000€
Mancata applicazione delle armature di sostegno, fatte salve le prescrizioni desumibili dalla relazione tecnica di consistenza del terreno3000€
Lavori in prossimità di linee elettriche in assenza di disposizioni organizzative e procedurali idonee a proteggere i lavoratori dai conseguenti rischi3000€
Presenza di conduttori nudi in tensione in assenza di disposizioni organizzative e procedurali idonee a proteggere i lavoratori dai conseguenti rischi3000€
Mancanza protezione contro i contatti diretti ed indiretti (impianto di terra, interruttore magnetotermico, interruttore differenziale)3000€
Omessa vigilanza in ordine alla rimozione o modifica dei dispositivi di sicurezza o di segnalazione o di controllo3000€

Per maggiori informazioni, vi invitiamo a contattarci al numero 04321502142 o scrivici a info@btlsrl.it

Per il link per il testo completo del decreto clicca qui.

AGGIORNAMENTO DVR

DVR: RISCHI E SANZIONI PER MANCATO AGGIORNAMENTO

Il DVR rappresenta una fotografia dell’azienda per quanto riguarda gli aspetti collegati alla sicurezza, deve quindi essere periodicamente aggiornato per rispondere in maniera tempestiva a tutti i cambiamenti aziendali e normativi ed essere davvero aderente alla nuova realtà aziendale.

L’inserimento di nuove attrezzature, di nuove procedure operative impattanti dal punto di vista della sicurezza, di nuove mansioni sono situazioni che rendono necessaria la revisione del Documento di Valutazione Rischi.

Ogni cambiamento significativo dal punto di vista della sicurezza deve infatti essere tracciato e correttamente segnalato tramite la rielaborazione del DVR.

In mancanza di tale revisione le ricadute e le sanzioni possono essere anche gravi sia da un punto di vista amministrativo, sia da un punto di vista penale.

Ricordiamo quindi di procedere alla rielaborazione della documentazione ogni qualvolta si dovesse verificare all’interno del luogo di lavoro una delle situazioni sopra indicate.

Per un ulteriore approfondimento sui rischi in cui si può incorrere in caso di mancato aggiornamento rimandiamo a questo interessante articolo di PUNTO SICURO.

Ricordiamo infine che fra i nostri servizi è attivo anche lo specifico abbonamento AL SICURO DENTAL che garantisce ai nostri clienti degli studi odontoiatrici, grazie alla presenza costante del nostro staff, un aggiornamento periodico della documentazione aziendale collegata alla sicurezza e un continuo adeguamento agli ultimi aggiornamenti normativi.

Se vuoi maggiori informazioni, ti invitiamo a scriverci su WhatsApp:

Vuoi verificare che il tuo studio odontoiatrico è in regola? Fai il nostro quiz “Il tuo studio è Al Sicuro?”, ti aiuterà a capire la tua situazione.