POSTURE DA SMARTWORKING

In questo periodo, alla luce dell’esplosione più o meno volontaria dello smartworking, molti di noi lavorano da casa, spesso in stanze o postazioni non sempre ideali. Vogliamo quindi analizzare le posture errate più frequenti e darvi alcuni suggerimenti.

Il progetto è stato sviluppato in collaborazione con Daniele Degano, fisioterapista con sedi a Tricesimo e Udine.

In questa nuova situazione di lavoro da casa, la tendenza più frequente è quella di utilizzare tutti gli spazi dell’ambiente domestico come fossero ambienti di lavoro, per ottimizzare i nostri tempi e riuscire a gestire più attività contemporaneamente.

Ecco alcuni esempi, in cui tutti più o meno ci possiamo riconoscere:

LAVORARE MENTRE SI FA COLAZIONE

Iniziare a lavorare davanti alla nostra tazza di caffè o di latte e cereali ci potrebbe far ottimizzare i tempi. Meglio però aspettare di essere effettivamente svegli ed evitare le macchie sui documenti o danni irreparabili al PC. Gustatevi la colazione prima di cominciare con il lavoro!

LAVORARE LAVANDO I PIATTI                   

Rispondere alle chiamate lavando i piatti aumenta le nostre capacità di multitasking. Non è molto professionale però il rumore del rubinetto e poetica la risacca nel lavandino in teleconferenza…

LAVORARE SEDUTI SUL TAPPETO      

Scrivere una relazione seduti sul tappeto ci può far sentire più ispirati. Vedete da soli però cosa vuol dire per la schiena e soprattutto per il collo e le spalle. La colonna vertebrale disegna una bella curva unica assolutamente innaturale fino al tratto cervicale che è iperesteso e sostiene tutto il peso della testa piegata in avanti, in perfetta armonia con l’arrotondamento delle spalle che tendono alla gobba.

LAVORARE COMODAMENTE SUL DIVANO

Analizzare un report accomodati sul divano di casa ci può far sembrare percentuali e numeri meno freddi. Sicuramente sono meno freddi anche i piedi se vi ci sedete sopra, ma non sarà facile camminare dopo aver tenuto le anche per tre o quattro ore in questa posizione…. La schiena questa volta è un arco continuo, ma comunque innaturale.

LAVORARE SDRAIATI A LETTO

Studiare un contratto sotto le coperte può sembrare più facile… per i primi 10 o 20 minuti, a seconda del vostro grado di allenamento, poi si cominciano a sentire le spalle che si accartocciano e il collo che si accorcia. Sapete da soli che non sono delle belle sensazioni, ammettetelo….

LAVORARE SEDUTI SULL’ERBA IN GIARDINO

Rispondere alle e-mail all’aria aperta del nostro giardino ci può predisporre a una maggiore cordialità. Fortuna che le restrizioni dovute al periodo non vi portano a dover dimostrare questa cordialità dal vivo, stringendo la mano al vostro interlocutore con i polsi dolenti e la smorfia della lombalgia dipinta sul volto…

ATTENZIONE!

Dobbiamo però sempre ricordare che il mantenimento prolungato di posizioni scorrette porta a fastidiosi dolori che in alcuni casi si risolvono immediatamente con lo scioglimento della posizione e qualche breve movimento e stretching, ma in altri possono portare a disturbi prolungati soprattutto con la ripetizione quotidiana dell’errore. Come si dice? Errare è umano, perseverare è patologico.

COME EVITARE LE PROBLEMATICHE DA POSTURE SCORRETTE

Proponiamo di seguito alcuni consigli su come allestire correttamente la nostra postazione di lavoro casalinga e prevenire così l’insorgere di disturbi muscolo scheletrici.

  • ORGANIZZARE– se possibile – una POSTAZIONE DEDICATA esclusivamente allo svolgimento della nostra attività lavorativa o comunque trovare un’area in cui ci sia sufficiente spazio per permetterci una postura corretta e sia garantita una corretta illuminazione per evitare rischi per la vista.

  • MANTENERE– da seduti – la SCHIENA DRITTA e le BRACCIA RILASSATE, senza sollevare le spalle. Gli avambracci devono poter restare orizzontali, paralleli al piano di lavoro, appoggiandosi sul tavolo o sui braccioli della sedia. La tastiera del PC dovrebbe essere abbastanza ampia da permettere alle mani di restare parallele per non piegare i polsi lateralmente; per l’utilizzo del mouse deve essere prevista la possibilità di appoggio dell’avambraccio per evitare l’appoggio forzato sul polso.

  • UTILIZZARE una SEDIA che ci garantisca un adeguato SOSTEGNO della SCHIENA e un corretto posizionamento delle ginocchia che devono formare un angolo di 90 gradi fra cosce e polpacci. Il piede deve inoltre essere appoggiato a terra mantenendo un angolo di 90 gradi alla caviglia.

  • CAMBIARE periodicamente POSIZIONE mentre si lavora distendendo le gambe e muovendo caviglie.
  • FARE periodicamente BREVI PAUSE di qualche minuto per sgranchirsi prima di rimettersi in posizione seduta e statica.

  • COLLEGARE il PC PORTATILE a una tastiera e a un mouse e APPOGGIARLO SU UN SOSTEGNO per rialzarlo e portare lo schermo quasi all’ALTEZZA degli OCCHI

Quindi, anche se in casa risulta più complicato riuscire a creare una postazione ben strutturata come quella che abbiamo (o dovremmo avere) in ufficio, ricordiamo che se organizziamo al meglio la nostra scrivania e gli spazi intorno ad essa, possiamo comunque ottenere un ambiente confortevole.

Senza dimenticare che la parte davvero difficile – anche dopo una adeguata progettazione della postazione – è mantenere una postura corretta durante la giornata per non rendere inefficaci tutti questi accorgimenti.

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